Esenzioni IMU in manovra: l'emendamento che salva le RSA e le Scuole Paritarie
- Giulia Esposito

- 19 dic 2025
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Tra gli emendamenti alla manovra di bilancio, si individua una proposta finalizzata a dirimere il contenzioso tra le RSA gestite dalle Onlus e i Comuni avente come oggetto la determinazione del regime IMU applicabile agli immobili destinati all'erogazione di servizi essenziali di carattere sociosanitario e assistenziale a favore di soggetti anziani non autosufficienti.
Tale emendamento mira a derimere il contrasto insorto tra l'art. 4, comma 2, lettera a) del D.M. 200/2012 e la sentenza della Corte di Cassazione n. 32690/2024.
Da una parte, il DM stabilisce che le attività istituzionali (tra cui quelle assistenziali e sanitarie) sono considerate svolte con modalità non commerciali quando risultano accreditate, contrattualizzate o convenzionate con lo Stato, le Regioni e gli enti locali, e operano in ciascun territorio in funzione complementare o integrativa rispetto al servizio pubblico. Per questa ragione, gli enti non commerciali gestori di tali attività dovrebbero beneficiare dell'esenzione IMU, a prescindere da un'eventuale richiesta di compartecipazione alla spesa (ticket o retta) a carico degli utenti o dei loro familiari, in quanto tale compartecipazione è considerata una forma di cofinanziamento legalmente prevista e necessaria a garantire la sostenibilità economica del servizio erogato.
Dall'altra, la Cassazione ha statuito che la mera osservanza dei requisiti stabiliti dal D.M. 200/2012 non è sufficiente a garantire l'esenzione IMU: è necessario che un ente non profit dimostri che le sue attività non solo rientrino tra quelle previste dalla legge (assistenziali, sanitarie, ecc.), ma siano anche svolte in modo genuinamente non commerciale, secondo l’interpretazione derivante dal diritto dell’Unione Europea.
Questa pronuncia giurisprudenziale ha di fatto incrementato l'incertezza applicativa e alimentato il contenzioso tra gli enti gestori e le amministrazioni comunali. Ne consegue la necessità, evidenziata da alcuni esponenti politici, di recepire in una norma di rango primario il contenuto dispositivo e i criteri definiti dal Decreto Ministeriale 200/2012, al fine di garantire certezza del diritto e superare la potenziale conflittualità normativa derivante dalla recente interpretazione della Suprema Corte.
In questo emendamento è stata anche inserita un'ulteriore esenzione IMU a favore delle scuole paritarie del sistema nazionale di istruzione che siano sedi di asili nido, scuole per l'infanzia e scuole primarie. Saranno i Comuni, nella propria autonomia regolamentare, a decidere l'esenzione IMU delle scuole paritarie o l'esenzione tout court per tutti gli immobili classificati nella categoria catastale B5.
Per quanto riguarda la copertura finanziaria per ristorare i Comuni delle minori entrate derivanti dall'ampliamento delle esenzioni IMU, l'emendamento prevede una copertura di 2 milioni di euro a decorrere dal 2026 ottenuta riducendo il Fondo per interventi strutturali di politica economica.
Si terrà monitorata l'eventuale approvazione di tale emendamento in sede definitiva.



