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Esenzione IMU per i beni merce: lo scontro tra Giurisprudenza e Normativa mette a rischio i bilanci comunali

Beni merce

La Corte di Cassazione, con l'Ordinanza n. 30219 del 16.11.2025, ha ribadito quanto già affermato con l'Ordinanza 8357/2025, ossia che per beneficiare dell'esenzione IMU per i c.d. "beni merce" non locati è necessaria la presentazione della dichiarazione IMU, la quale deve essere presentata relativamente a ciascuna annualità per la quale si chiede l'applicazione dell'esonero, trattandosi di fatti potenzialmente variabili da periodo a periodo.


Questo principio affermato dalla Corte di Cassazione contrasta con il comma 769 della L. 160/2019, il quale afferma che "La dichiarazione ha effetto anche per gli anni successivi, sempre che non si verifichino modificazioni dei dati ed elementi dichiarati cui consegua un diverso ammontare dell'imposta dovuta", prevedendo un obbligo dichiarativo annuale solo al comma 770 per gli Enti non commerciali.


Questo orientamento, ormai consolidato della Corte, genera molti problemi agli Enti impositori, i quali dovrebbero emettere avvisi di accertamento con il rischio, però, di dover far fronte ai ricorsi dei contribuenti basati sull'ultrattività della dichiarazione sancita dal comma 769.


A parere di chi scrive, sarebbe necessario l'intervento del legislatore al fine di dirimere tali contrasti tra normativa e giurisprudenza.

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