Cassazione: sì all'esonero Imu se l'immobile è in comodato
- Michela Macalli

- 30 apr
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Secondo la sentenza n. 4542/2025 della Corte di Cassazione, gli enti pubblici (ma il principio vale anche per gli enti non commerciali in genere) hanno diritto all’esenzione Imu anche nel caso in cui non utilizzino direttamente un immobile, a patto che questo sia concesso in comodato, ossia gratuitamente, a un altro soggetto pubblico.
Il caso riguardava una Provincia che aveva concesso un fabbricato a una ASL per finalità istituzionali. La Suprema Corte ha chiarito che, qualora manchi l’utilizzo diretto, l'ente proprietario può comunque beneficiare dell'esonero previsto per gli enti non commerciali (art. 1, comma 759, lett. g, legge 160/2019).
Dunque, in caso di mancato utilizzo diretto, ai fini dell'applicazione dell'esenzione è dirimente il vantaggio economico che trae il soggetto passivo dalla concessione ad un terzo del proprio bene. In caso di contratto oneroso (ad es. locazione), l'IMU resta dovuta dato il guadagno ottenuto dal proprietario; se invece il bene è concesso gratuitamente (come avviene nel comodato), senza alcun beneficio economico, è ammessa l'esenzione, purchè l'immobile sia comunque destinato ad una attività istituzionale di un altro ente non comemerciale.
Tali conclusioni trovano corrispondenza con quanto già affermato dal MEF con Risoluzione n. 4/DF del 4 marzo 2021 e con altre precedenti pronunce della Cassazione (si veda ad es. la sent. n. 13691/2019).

