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Canone unico, doppia scadenza sul Portale del federalismo fiscale: delibere 2026 entro il 14 ottobre, sanatoria 2021-2025 entro il 31 ottobre

15 ore fa
Tempo di lettura: 4 min
un funzionario comunale alla scrivania, davanti a un monitor con un portale web stilizzato dove sta caricando un fascicolo di delibere

Per gli uffici tributi l'autunno 2026 porta un adempimento inedito. Il canone patrimoniale di concessione, autorizzazione o esposizione pubblicitaria, il cosiddetto canone unico disciplinato dall'art. 1, commi 816 e seguenti, della legge 160/2019, entra a pieno titolo nel circuito di trasmissione e pubblicazione delle delibere tributarie sul Portale del federalismo fiscale. Il percorso è stato rapido: la sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione n. 12225/2025, depositata il 1° maggio 2026, ne ha affermato la natura tributaria; la circolare del Dipartimento delle Finanze n. 1/DF del 22 maggio 2026 ne ha tratto le conseguenze operative; l'art. 30 del D.Lgs. 147/2026 ha dato veste legislativa al nuovo regime e ha aperto una finestra di regolarizzazione per il passato, resa operativa dal comunicato del Dipartimento del 18 agosto 2026. Il risultato sono due termini perentori distinti e ravvicinati: il 14 ottobre 2026 per le delibere dell'anno in corso, insieme a quelle IMU e TARI, e il 31 ottobre 2026 per le delibere adottate dal 2021 al 2025.


Dalla natura tributaria del canone all'obbligo di pubblicazione

Le Sezioni Unite, chiamate a pronunciarsi in sede di rinvio pregiudiziale ex art. 363-bis c.p.c. sul riparto di giurisdizione, hanno affermato che il canone unico ha in ogni caso natura tributaria, con conseguente devoluzione delle controversie al giudice tributario. La pronuncia ha superato l'impostazione seguita fino ad allora dal Dipartimento delle Finanze, che considerava il canone un'entrata patrimoniale e, per questo, escludeva le relative deliberazioni dagli obblighi di invio e pubblicazione previsti per i tributi locali. Con la circolare n. 1/DF il Dipartimento ha preso atto del nuovo inquadramento e ha chiarito che, a decorrere dal 2026, le deliberazioni regolamentari e tariffarie in materia di canone unico seguono la disciplina dell'art. 13, commi 15, 15-bis e 15-ter, del D.L. 201/2011, esattamente come i regolamenti e le delibere di aliquote e tariffe di IMU e TARI. L'art. 30 del D.Lgs. 147/2026, in vigore dal 12 agosto 2026, ha poi consolidato questo assetto in una norma di rango primario, attribuendo alla pubblicazione sul sito del Dipartimento efficacia costitutiva.


Le delibere 2026: trasmissione entro il 14 ottobre, pubblicazione entro il 28 ottobre

Per l'anno d'imposta 2026 si applica il regime ordinario dell'art. 13, comma 15-ter, del D.L. 201/2011. I Comuni devono inserire le deliberazioni regolamentari e tariffarie sul canone unico nel Portale del federalismo fiscale entro il termine perentorio del 14 ottobre 2026, utilizzando la sezione dedicata al canone unico all'interno dell'applicazione informatica per la gestione degli altri tributi comunali. Il Dipartimento provvede alla pubblicazione sul proprio sito entro il 28 ottobre 2026, e proprio quella pubblicazione è condizione di efficacia degli atti per l'anno di riferimento. Un passaggio della circolare merita particolare attenzione: poiché il termine per l'adozione delle delibere tributarie coincide con quello di approvazione del bilancio di previsione, ai sensi dell'art. 1, comma 169, della legge 296/2006, e per il 2026 tale termine era fissato al 28 febbraio, alla data di pubblicazione della sentenza gli enti non potevano più adottare nuovi atti per l'annualità in corso. Ne consegue che entro il 14 ottobre vanno trasmesse le delibere eventualmente già approvate per il 2026 e, in mancanza, l'ultima deliberazione in materia di canone unico vigente al 1° maggio 2026, in applicazione del principio di ultrattività e conservazione degli atti. La circolare fa l'esempio del Comune che ha istituito il canone nel 2021 e ha poi approvato una nuova disciplina nel 2024 rimasta in vigore: in questo caso va inviata soltanto la delibera del 2024, non anche quella istitutiva. Lo stesso 14 ottobre resta, naturalmente, il termine perentorio per la trasmissione dei regolamenti e delle delibere di aliquote e tariffe IMU e TARI dell'anno in corso.


La sanatoria per le annualità 2021-2025: entro il 31 ottobre

La novità di maggior peso riguarda il passato. L'affermazione della natura tributaria del canone rischiava di travolgere tutte le delibere adottate dal 2021 in poi, mai trasmesse al Ministero perché all'epoca non richiesto, aprendo un fronte di contestazioni sull'efficacia degli atti nel contenzioso davanti al giudice tributario. L'art. 30 del D.Lgs. 147/2026 interviene con una disciplina transitoria: in deroga all'art. 13, comma 15-ter, del D.L. 201/2011, le deliberazioni regolamentari e tariffarie relative agli anni d'imposta dal 2021 al 2025 acquistano efficacia, per ciascun anno di riferimento, a condizione che siano inserite nel Portale del federalismo fiscale entro il termine perentorio del 31 ottobre 2026, con le modalità dell'art. 13, comma 15, e siano poi pubblicate sul sito del Dipartimento entro il 30 novembre 2026. Con il comunicato del 18 agosto 2026 il Dipartimento delle Finanze ha aperto nel Portale le annualità dal 2021 al 2025 nella sezione dedicata al canone unico, rendendo l'adempimento immediatamente eseguibile.


Cosa rischia chi non trasmette

Le conseguenze sono di natura diversa per i due binari, ma in entrambi i casi incidono sulla tenuta del gettito. Per il 2026, la mancata pubblicazione entro il 28 ottobre comporta l'inefficacia degli atti per l'anno di riferimento, con applicazione della disciplina precedente ancora vigente. Per le annualità 2021-2025, l'omessa trasmissione entro il 31 ottobre lascia le delibere prive della copertura offerta dall'art. 30 ed esposte, nel contenzioso, all'eccezione di inefficacia per mancata pubblicazione. Si aggiunge il profilo della responsabilità amministrativa: la giurisprudenza contabile si è già occupata della mancata pubblicazione delle delibere tributarie sul sito del Dipartimento in termini di danno erariale, e non vi è ragione di ritenere che il canone unico, ormai tributo a tutti gli effetti, faccia eccezione.


Il percorso operativo per gli uffici

Il lavoro da fare nelle prossime settimane è anzitutto ricognitivo. Occorre ricostruire, per ciascun anno dal 2021 al 2026, quali atti in materia di canone unico siano stati adottati e quali siano effettivamente in vigore, distinguendo il regolamento istitutivo, le successive modifiche e le delibere tariffarie, comprese quelle adottate dalla Giunta ove il regolamento lo consenta. Per il 2026 va individuata la delibera vigente al 1° maggio, che sarà l'unica da trasmettere in assenza di atti adottati nell'anno. Per le annualità pregresse va caricata, anno per anno, la disciplina applicata a ciascun periodo, entro il 31 ottobre. Nella stessa finestra è opportuno verificare che anche i regolamenti e le delibere IMU e TARI 2026 risultino correttamente inseriti entro il 14 ottobre, conservare le ricevute di trasmissione e programmare un controllo della effettiva pubblicazione sul sito del Dipartimento dopo il 28 ottobre e dopo il 30 novembre. Municipia Consulting affianca gli uffici tributi nella ricognizione degli atti e nella gestione degli adempimenti sul Portale del federalismo fiscale.

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