top of page

NOTIZIE

Soggettività passiva mediata del canone unico patrimoniale per le compagnie telefoniche

Soggettività passiva mediata del canone unico patrimoniale per le compagnie telefoniche

Con la sentenza n. 207/2025, il Tribunale di Piacenza ha confermato la validità della c.d. soggettività passiva in via mediata per il pagamento del Canone unico patrimoniale dei servizi di rete telefonica.

La vicenda nasce dal ricorso di una compagnia telefonica contro un avviso di accertamento emesso da un Comune. Il tribunale, respingendo il ricorso, ha stabilito che anche gli operatori che non possiedono direttamente le infrastrutture ma che le utilizzano in via mediata (ossia tramite reti di altri concessionari) sono comunque soggetti passivi del CUP.


A riguardo, si ricorda che l'art. 1 co. 831 L. 160/2019, modificato dalla L. 178/2020, ha introdotto l’obbligo di pagamento anche per gli utilizzatori mediati delle reti. Una successiva norma di interpretazione autentica (art. 5 co. 14-quinquies D.L. 146/2021) ha limitato l’esclusione dal CUP solo ai settori come gas ed energia elettrica, dove sussiste separazione netta tra distributori e venditori.


Per la telefonia, invece, l’operatore commerciale usa effettivamente, anche se in forma mediata o virtuale, le infrastrutture, quindi non può essere paragonato ad un semplice rivenditore. Il tribunale piacentino ha pertanto chiarito che l’utilizzo mediato include anche l’uso virtuale delle infrastrutture, in linea con l’evoluzione tecnologica. Ne deriva che le compagnie telefoniche, anche se non titolari delle reti, restano tenute al pagamento del CUP sulle proprie utenze attive.


bottom of page